“Un lupo fa meno danni di una pecora che pensa di essere lupo ”

Di tutti i fenomeni nati sulla rete,  quasi tutti ereditati dalla vita reale, un dei più pericolosi è il cyber-bullismo,  piaga che colpisce, purtroppo, adolescenti e giovani spesso indifesi e quindi incapaci di opporre re resistenza e misurata reazione.
Gruppi di sconsiderati quanto aggressivi ed altrettanto giovani, dediti a denigrare compagni e coetanei con lo scopo, spesso inconsapevole, di distruggerne l’autostima.

Gli aspetti psicologici, naturalmente, li demandiamo agli esperti della materia ed in altre sedi. Possiamo però immaginare che dietro ad un problema comportamentale simile, le cause sono probabilmente da individuarsi nelle relazioni genitori-figli.
Il lato della questione che, insieme, possiamo cercare di chiarire, è quello delle reazioni che una possibile vittima di bullismo, può e deve contrapporre alle violenze subite.

L’educazione sta alla base della piramide. In generale, frasi simili a “questo non si fa”  non sortiscono effetti da poter correggere comportamenti violenti, fisica o psicologica che sia.
Ai giovani , è sempre necessario dare una chiara rappresentazione delle conseguenze che determinate azioni posso far scaturire, e quali sono le responsabilità di cui la comunità ci, e gli,  chiederà conto.
Molto spesso anche questo non basta e purtroppo la fase successiva la apprendiamo dalle notizie di cronaca!

precauzioni nella vita on line

La rete è un terreno ostile e questo è un fatto. Come è una fatto la presenza in percentuale sempre più rilevante di veri e propri psicopatici.

Tuttavia, a rete, non è più pericolosa della vita reale.
A fare la differenza, molto spesso, è l’inclinazione dei nostri giovani alla sovraesposizione mediatica. Parlo di quella in buona fede naturalmente, che fornisce ai bulli i perni su cui assicurare e oro persecuzioni.
Per questo è importante fare in modo che i nostri ragazzi proteggano la loro persona on-line, cosi come tendono a fare nella realtà.
Per protezione intendo l’educazione a mantenere riserbo su lati della loro vita che appartengono solo a loro. Oggi, nel compito di un genitore, c’è anche quello di insegnare a non dare appigli a questi branchi di bulli (in realtà molto più simili a greggi) affinché i loro attacchi vadano a vuoto o trovino comunque terreno impraticabile, in modo da scoraggiarne l’azione.

Come genitore non vieto a mia figlia di iscriversi ai social, tuttavia non avendo lei l’età legale per poterlo fare, la mia supervisione è costante su tutto. Vi rammento che l’Unione Europea ha portato da 13 a 16 anni l’età minima per iscriversi a Facebook.
E’ necessario non sottovalutare segnali di disagio dei nostri ragazzi ed educare alla riservatezza della propria persona.

Video e fotografie e file multimediali non devono essere condivisi o resi pubblici sui social media !
Chi oggi è nostro “amico”, potrebbe non essere più in futuro ed utilizzare la nostra fiducia per farci del male.
La vostra intimità si chiama così proprio perché non è di pubblico dominio. Mantenetela tale.

E’ molto importante prestare la massima attenzione alle impostazioni della privacy dei social. Non è poi cosi difficile rendere un profilo Facebook sufficientemente sicuro. Se ritenete di non essere in grado potete farvi aiutare da un adulto esperto di estrema fiducia.

Click sul lucchetto per gestire la privacy su Facebook

 

 

 

 

 

Cosa può succedere ?

A cosa potrebbe andare incontro un giovane che entra nel ciclone del cyber-bullismo? Le minacce sono non sono mai mono monocanale. In genere vengono utilizzati tutti i canali disponibili , smartphone, social , e-mail e tutto ciò che consente di recapitare denigrazione con lo scopo di intaccare l’autostima alla vittima.

Alcune tipologie di azioni bulliste sono state classificate (fonte ALGROUND):

Flaming: messaggi elettronici violenti e volgari mirati a suscitare “battaglie” verbali online.
Harassment: molestie. Invio ripetuto di messaggi offensivi.
Cyberstalking: cyber-persecuzione. Invio ripetuto di messaggi contenenti minacce o fortemente intimidatori.
Denigration: denigrazione. Sparlare di qualcuno online. Inviare o pubblicare pettegolezzi e dicerie crudeli su una persona per danneggiarne la reputazione o le amicizie.
Impersonation: sostituzione di persona. Violare l’account di qualcuno, farsi passare per questa persona e inviare messaggi per dare una cattiva immagine della stessa, crearle problemi o pericoli e danneggiarne la reputazione o le amicizie.
Outing and trickery: rivelazioni e inganno. Condividere online segreti o informazioni imbarazzanti su un’altra persona, a volte estorti con l’inganno e con intenzioni malevole. Tra le informazioni rivelate, spesso ci sono quelle che fanno riferimento al sexting, la pratica diffusa di inviare foto o video sessualmente espliciti, che vengono poi condivisi in modo incontrollato, soprattutto a danno delle ragazzine.
Exclusion: escludere intenzionalmente qualcuno da un gruppo online.

E’ pratica normale utilizzare questo genere di tecniche in combinazione fra loro, ottenendo terribili effetti su chi è preso di mira. Ma non solo! Spesso oltre alle molestie attraverso i social media ed internet, si aggiungono i maltrattamenti negli ambiente comuni, quali scuole, spazi di aggregazione, etc.

Chiedere aiuto senza avere paura

I ragazzi, e chi comunque è vittima di questi psicotici, in genere, tendono a nascondere il problema ed attribuirne le ragioni a se stessi e soprattutto a non parlare con chi, in modo definitivo, può fornire loro la forza per sconfiggere il mostro !
La violenza verbale, comportamentale o fisica non è giustificabile da nulla! E’ scritto nella carta dei diritti umani! Le violenze, tutte, possono sfociare solo in un atto : la denuncia!
Tacere e subire sono le peggiori risposte possibili al bullismo on-line.
E proprio il silenzio delle vittime la forza del bullo.

OBBLIGATORIO PARLARNE ! Genitori, insegnanti, appositi sportelli sono i destinatari più indicati per le denunce di questo genere.
Selvaggia Lucarelli, una delle più note blogger del nostro paese, ha intrapreso di recente una vera e propria battaglia al bullismo on-Line. Lei stessa ne è vittima, anche se dalle ultime notizie sembra che i ruoli si siano invertiti! Le denunce della giornalista stanno mietendo vittime giorno dopo giorno, un vero e proprio bollettino di guerra viene pubblicato sulla sua pagina facebook personale

Possiamo e dobbiamo ricorrere alla legge. Il ministero degli Interni ha messo a disposizione un numero verde anti-bullismo al quale ci si può rivolgere in tutta discrezione.

Se sei vittima di bullismo, non aspettare domani, chiama adesso il numero verde dell’arma dei Carabinieri

800 66 96 96

(lun-ven 10-13 e 14-19)

Oppure scrivete a bullismo@istruzione.it !

Qualche numero del bullismo

Secondo ISTAT il 50% dei ragazzi fa gli 11 e i 17 anni è stata vittima di fenomeni di bullismo. Prevalentemente il fenomeno è localizzato nelle scuole medie.
L’aspetto positivo è che quasi il 50% dei ragazzi bullizzati si confidano con i genitori, ma siamo ancora lontanissimi dalla soluzione del problema.
Al momento non esiste ancora una figura ufficialmente incaricata dal Ministero dell’istruzione presente in ogni singolo istituto, almeno per le scuole medie, dove il fenomeno è assolutamente sempre più presente.

DENUNCIATE IL BULLISMO !

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