Di cosa parliamo?

Nella gran parte delle realtà industriali con le quali ho collaborato nelle  rispettive aree di gestione dei sistemi informativi, solo raramente ho assistito a scelte confortate da processi decisionali orientati al raggiungimento di una reale valutazione dello stato  definito “as is” e, quindi, del potenziale di adattamento del sistema ERP  (Enterprise Resource Planning) candidato alla gestione futura dell’azienda.
Scelte  quasi sempre non supportate da realistiche ed approfondite analisi prerequisite dei processi attivi in azienda e spesso privi di coerenza in termini di investimento.

E’ opportuno, altresì, indicare che  un progetto orientato all’aggiornamento tecnologico/operativo della gestione aziendale, non è da intendersi come revisione, o riorganizzazione, dei processi, come spesso accade.
Certamente è un’occasione per migliorare alcune fasi operative, i work flow e la comunicazione in azienda.
Resta comunque un’attività volta a dotare l’impresa di tecnologia per poter essere sempre più efficaci nella soluzione del business alzando il livello competitivo.

La revisione dei processi aziendali, invece, resta un’attività ben più sanguinosa ed impegnativa, che spesso impatta sull’intera infrastruttura aziendale, e quasi sempre coinvolge i sistemi nella misura in cui ne sono coinvolti.

Viceversa, è possibile includere in un piano di BPR (Business Process Reengineering) l’implementazione, o l’aggiornamento dell’ ERP  aziendale, per ragioni che possono essere strettamente  legate all’integrazione dei processi, ad esempio necessari per gli effetti di un’attività di fusione.

E’ facilmente comprensibile come  l’implementazione di un ERP come parte del piano BPR tende ad assumere dimensioni tali da spostare eccessivamente l’attenzione dell’azienda dal core business al progetto in se, per questo motivo è sempre da preferire una metodologia progettuale che sia in simbiosi e parallela agli steps del BPR, naturalmente ove le due attività coincidono.
Percorrere i processi all’interno di ogni divisione,  reparto operativo e funzionale, in genere, risulta il modo più sensato per risolvere il problema progetto  in modo ordinato e ragionato.
Una visione totale e dettagliata dei processi aziendali, consente in intervenire, in prima battuta

Individuare le ragioni del cambiamento

Quando si sceglie di intraprendere un percorso di cambiamento cosi importante in seno all’azienda, le ragioni non sono mai più di due.

  1. Il sistema in uso non garantisce, nel breve-medio periodo, la sostenibilità della  performance che ci aspettiamo o quantomeno prevediamo, per l’azienda come struttura economica ed unità produttiva.
  2. L’incedere tecnologico frenetico costringe ad un adeguamento e a metodologie che assicurino rapporti sempre più smart con gli attori del mercato.
    Comprendere il linguaggio dei competitors, di clienti e di fornitori è di vitale importanza per sostenere un business moderno orientato a relazioni digitali.

Tutto ciò che risiede fra il primo elemento della “distinta base” ed il “messaggio promozionale” che verrà inviato allo smartphone del nostro potenziale cliente, è parte del sistema.

Entanglement – Un pericolo per il progetto

Concentrare l’intero processo aziendale in un ERP system ?  Sarebbe come pensare di costruire una macchina da corsa in grado di vincere un gran premio di formula1 e la Parigi-Dakar al tempo stesso.

Ogni elemento del sistema va selezionato in funzione del tipo di operazione che dovrà svolgere, del terreno sul quale si troverà ad operare e dal  risultato che si vorrà ottenere.

Il mercato delle soluzioni informatiche ha una risposta per ogni vostra possibile esigenza. Tuttavia i moderni sistemi ERP, sono molto versatili ed in grado di svolgere gran parte delle funzioni strategiche per l’azienda. Siano esse di carattere transazione che su dati consolidati.
 
Fra queste sono incluse anche quelle features pronte conversare su piattaforme di digital marketing e tutti i canali oggi disponibili per avere una comunicazione integrata e multicanale.

Spesso al loro interno contengono linguaggi di sviluppo altamente produttivi che consentono, in modo relativamente semplice, di realizzare applicazioni aggiuntive perfettamente integrate, in grado di modellare parti nuove di database e di trattare i dati aziendali secondo criteri esogeni al classico sistema transazionale.

Questa caratteristica può far apparire l’ERP di nuova generazione un vero e proprio  accentratore. In grado di attirare su se stesso le implementazioni di sistemi paralleli, ad esempio gli strumenti periferici destinati alla vendita on the road, o più semplicemente la gestione di dati consolidati (Business Intelligence e data analytics).

Più profonde saranno le conoscenze e le competenze del partner tecnologico che avremo a supporto, e maggiore sarà il ritorno in termini di soluzioni altamente integrate.

La strategia di affidarsi completamente alla piattaforma ERP,  per la gestione dell’impresa, alla luce degli strumenti disponibili nelle soluzioni del terzo millennio, è un’idea che merita di essere esplorata. In barba alle soluzioni ad Hoc  delle quali esiste un vero e proprio oceano.
Del resto, è una realtà sempre più evidente, che i supporti tecnologici di ultima, tendono  a sfatare la convinzione, tanto radicata quanto errata, di pensare che gli ERP  mal si adattino alla produzione  di output consolidati o di reportistica decisionale, più gestibili a detta di molti esperti, da  strumenti “dedicati” .

In sostanza limitando l’integrazione con sistemi satellite, sfruttando in profondità il potenziale evolutivo dell’ ERP, ci consentirà di essere meno condizionati dagli umori del mercato tecnocrate, meno esposti a continui interventi di adattamento sulle connessioni fra centro e satellite, e certamente meno preoccupati nelle attività di upgrade e di sviluppo .

La soluzione di frapporre connettori fra il sistema centrale ed i suoi satelliti, è inoltre da considerare uno dei punti cardine in  un progetto moderno.
L’idea è quella di lasciare in “solitudine” il sistema, non permettendogli di entrare in contatto diretto con sistemi esterni o satelliti, per evitare che se ne possa “innamorare”.

Esiste un  fenomeno in fisica quantistica il quale dimostra che “due sistemi entrano in contatto fra loro, finisco per influenzarsi a vicenda per sempre, anche qualora vengano separati”.
Noto come Entanglement,  questo fenomeno scientifico la dice lunga su quali attenzioni dovremmo porre, e quanto dovremmo riflettere, prima di avventurarci nella progettazione di una connessione fra due sistemi, o per maggiore precisione, nella scelta della tipologia di connessione fra essi.

La bontà della modalità di connessione fra sistemi risultante,  determina il mantenimento o meno della modularità, che come sappiamo è uno dei punti cardine per protezione dell’investimento e di un tipo di ingegneria moderno.

Personalizzazioni? Lo stretto necessario

La scelta del prodotto più vicino alle nostre esigenze di business è un processo impegnativo ed altamente critico, necessita di tempo e risorse a profusione.
Tuttavia, molto più spesso di quanto non si creda,  si decide per un prodotto ascoltando l’altisonanza del brand senza aver nemmeno accennato una risposta alle domande, almeno quelle di base, che ci si dovrebbe porre prima di dare il via ad un investimento di proporzioni non proprio trascurabili.

L’attività progettuale ha inizio ben prima delle scelte tecnologiche (hardware, software , processes design etc.), il primo vagito del cambiamento è un vero e proprio viaggio fra i processi in essere nell’azienda.
La capillarità e la comprensione di ciò che oggi succede in azienda, a tutti i livelli, diventerà la garanzia di poter migliorare l’approccio a tutte le fasi del progetto, la qualità della gestione e del servizio.

Oltre a chiarirci le idee, questo esercizio, farà emergere, nel modo migliore, tutti i quesiti e le  problematiche sottoporre ai vari agenti pre-sales durante le fasi di software selection, dove è OBBLIGATORIO, operare a stretto contatto con le figure dei reparti tecnologi aziendali.

Un sistema ERP è generalmente in grado di risolvere buona parte dei modelli di business che agiscono oggi sui mercati.
Uno strumento tecnologico di questo genere, affiancato ad un partner tecnologico che ne conosca il potenziale in profondità, e da una volenterosa e preparata squadra di progetto interna (con una reale conoscenza del business da risolvere) è la sola via per un percorso di progetto mirato a trovare la risposta al business requirement dell’azienda.

Qualsiasi tentativo di muoversi su sentieri diversi da quelli ormai ritenuti sicuri, sfocerebbe in un uno scenario poco auspicabile per un impresa che mira a migliorare i propri servizi.

Progetti sofferenti portati avanti per anni, con ERP di primo livello spesso irriconoscibili per via del numero di personalizzazioni e modifiche apportate dall’avvicendamento di software companies scarsamente preparate.
Il frutto, insomma, di un lavoro poco ordinato e privo del buon senso che resta sempre l’ingrediente indispensabile di qualsiasi attività che non voglia contabilizzare perdite finanziarie.

Un cardine è progettuale, fra i più importanti è la scelta del partner, lo abbiamo ripetuto più volte nei paragrafi precedenti. In breve, un top player garantirà di sfruttare il potenziale del sistema senza inondarlo di programmi personalizzati, che apparentemente sembrano irrisolvibili con il sistema standard.

Minore sarà il numero di personalizzazione che applicheremo al software e maggiore sarà la facilità nell’aggiornamento tecnologico del sistema aziendale e la sua manteinance.

Alla prossima…..

L’angolo della visione della progettualità  di questo tipo è, ovviamente, molto ampio e tende a sensibilizzare soprattutto che si appresta oggi ad intraprendere di un lavoro simile.
L’obbiettivo è mettere in evidenza qualche regola che vale per tutti, al di là dei mercati, dei settori e delle latitudini dove ci si trova ad operare.

In futuro entreremo nel mondo delle dinamiche di progetto e del project managment.
Le tipologie di struttura, cloud, in-house, server farm.

Buona primavera a tutti

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