Rigopiano, Purtroppo non si è trattato di una fake news

All’inviato di SKY-TG24, il prof. Quintino Marcella dell’Istituto Alberghiero di Pescara, racconta di aver provato invano a dare l’allarme del crollo dell’Hotel Rigopiano di Farindola.
Avvisato a sua volta dal cuoco della struttura turistica, il professore chiama tutti i numeri di emergenza disponibili nel nostro paese, compreso quello della prefettura.

Quando sono riuscito a parlare con la Prefettura di Pescara, mi è stato risposto che avevano contattato l’albergo alcune ore prima e che non risultava alcuna emergenza.”

Oltre a questo, l’interlocutore del Prof. Marcella, lo informa che in caso di procurato allarme, cioè se l’allarme non fosse stato necessario o addirittura falso, avrebbe potuto subire la denuncia prevista dal codice penale per questo tipo di reato.

Tutto questo mentre almeno una cinquantina di persone si trovavano travolte ed intrappolate da neve e macerie dell’albergo crollato sotto il peso e la potenza di una slavina combinato con il movimento tellurico del terremoto che sembra abbia fatto slittare tutto il complesso di 20 metri rispetto alla sua posizione originaria.
Solo qualche ora dopo il mondo civile scopre che quella del Professore di Pescara non è una fake news.

Come riconoscere una comunicazione di emergenza da una “bufala”?

Chi, per mestiere, è quotidianamente impegnato a smistare chiamate d’emergenza, acquisisce, con il tempo, una certa sensibilità che consente di intuire se dall’altra parte del filo sia presente una vera emergenza o meno.

Durante il contatto, dovrebbero essere analizzati  rapidamente tutti i parametri presenti nella comunicazione. Tono della voce, livello di ansia dell’interlocutore, suoni e rumori dell’ambiente circostante, sono alcune delle cose da tenere in considerazione durante una conversazione telefonica di questo tipo.

Inoltre, bagaglio professionale dell’individuo a parte, le centrali operativi dei servizi di soccorso dispongono, in genere, di un buon livello di tecnologia. Ad esempio, se allertiamo il 118 segnalando un’emergenza, quasi sempre l’operatore, attraverso sistemi di geolocalizzazione, rileva la vostra posizione approssimativa.

L’attenzione su questi due aspetti può dare un contributo importante per valutare nel modo più obbiettivo possibile una richiesta di soccorso.

E comunque, nonostante tutto, sfido chiunque a non attivare verifiche immediatamente dopo una chiamata dei toni di quella del prof. Marcella, al quale è stato tristemente risposto :

“non c’è nessuna emergenza , è una bufala “

e sentirsi poi in pace con la coscienza!

E  le bufale sui social media?

Il progetto Facebook journalism, recentemente annunciato,  metterà in condizioni anche l’utente privo di analisi critica, di poter distinguere  le notizie affidabili dalle “bufale”.

Gli accordi localizzati nei singoli paesi fra Facebook inc. e le maggiori testate giornalistiche ed agenzie di stampa, consentiranno di avere una sorta di certificazione sulla notizia.

Questo non significa che le fake news scompariranno improvvisamente dai social media. Saranno tuttavia non certificate e  bollate inaffidabili come è  giusto che sia.

Rimane tuttavia importante osservare con grande spirito critico ciò che i social propinano quotidianamente. Prestando sempre attenzione all’affidabilità ed alla reputazione di chi pubblica la notizia. Questo, in verità, vale anche per le testate giornalistiche più affermate, sono sicuro che nessuno di voi prende per oro colato tutto e senza farsi una propria idea sugli argomenti.

Abitualmente diffido di quei posts che forzano il nostro click con notizie allusive. Spesso l’obbiettivo di questo genere di news è quello di far sì che l’utente venga trasferito da FB al portale dove la notizia risiede. L’intento è esclusivamente quello di ottenere un click su uno spot AdSense.

Un tempo esisteva l’etica e la  professionalità ……. forse…

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