Google : nel nome dell’energia rinnovabile

Nell’ultimo anno, Google ha speso, in termini di energia rinnovabile, quanto l’intera città di San Francisco. Questo pone il colosso americano al  primo posto fra i consumatori di energia del pianeta.

Se a questo aggiungiamo che quasi la totalità di questa energia è prodotta da sistemi fotovoltaici impianti eolici, si può comprendere quale livello di attenzione, Google pone alla salvaguardia dell’ambiente.

Tuttavia lo scorso dicembre la compagnia di Mountain View (CA) ha annunciato che tutte le strutture Google nel mondo saranno alimentate da energia rinnovabile entro la fine del 2017.

 

“Siamo stati una delle prime aziende – spiega Urs Hölzle, Senior Vice President Technical Infrastrutture Google – a creare, su larga scala, contratti a lungo termine per l’acquisto di energia rinnovabile in maniera diretta;
abbiamo firmato il nostro primo accordo per l’acquisto di tutta l’energia elettrica da un parco eolico da 114-megawatt in Iowa, nel 2010.

Oggi, siamo il più grande acquirente aziendale al mondo di energia rinnovabile, con impegni che raggiungono i 2,6 gigawatt (2.600 megawatt) tra energia eolica e solare”.

Un modello da imitare

Le prime quindici aziende al mondo, per consumi di energia, alimentano le proprie strutture da fonti rinnovabili, eolico e solare, in misura minore idroelettrico.
Un atteggiamento che le compagnie tecnologiche hanno nel loro DNA, e che fornisce modelli di riferimento sui quali basare soluzioni per realtà produttive lontane dalla tecnologia.

Nel 2016 l’Italia ha finalmente fornito più del 50% del fabbisogno nazionale attraverso produzione rinnovabile, incluso l’idroelettrico.
Anche se non, purtroppo, nel nostro paese non esiste ancora una vera e propria strategia energetica nazionale, che privilegi istallazioni energetiche ecosostenibili.

 

 

 

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