L’influencer vive nei media

Il paradosso di questo mestiere è del tutto surreale. Gli influencer marketing più efficaci non masticano molto della materia e, sopratutto, non lo fanno per mestiere.

Generalmente si tende ad associare questo mestiere ai social media, che indubbiamente garantiscono un grande supporto in termini di diffusione, tuttavia è necessario parlare di media, in generale.
Molti sono i casi nei quali non risulta determinante, per il raggiungimento degli obbiettivi, il social media.

Generalmente, affermare un prodotto o un servizio richiede un piano che in prima battuta definisca i media su cui far atterrare il nostro messaggio, e non sempre è detto che la scelta includa il social media.

Al confine fra influencer e testimonial

Mi rendo conto che potrei venire crocifisso dalla comunità devota a questa disciplina, ma è oggettivo che l’influencer marketing è una figura che nasce con l’affermarsi dei primi media e quindi di personaggi che scalano i gradini della celebrità, alcuni ottenendo seguiti universali.
Era il marzo del 1966 e i Beatles erano all’apice del successo quando John Lennon, al London Evening Standard, disse “siamo più celebri di Gesù “.

Si può non essere d’accordo con Lennon, dal momento che il “Brand Gesù” continua a funzionare dopo 2000 anni, ma anche il baronetto di Liverpool ha sicuramente ben lavorato sul proprio brand, fondandolo sulla popolarità di cui godeva e utilizzandolo successivamente per la causa della pace planetaria.

È facilmente comprensibile che un simile stato di cose pone le basi per promuovere qualsiasi cosa con assolute possibilitá di successo, al di là del media che si intende utilizzare per raggiungere il pubblico.

Moltissimi altri esempi di Brand personali, più o meno curati, si sono avvicendanti nel tempo. Pensate a Gregory Peck e Audrey Hepburn in Vacanze Romane (1953), scorrazzano per le strade di Roma su una vespa piaggio che da li a breve sarebbe diventata il sogno della gioventù italiana e non solo.

Naturalmente stiamo parlando di Influencer globali che, per notorietà e credibilità,  possono puntare i loro consigli a più segmenti di mercato, anche diversi fra loro, basando la loro efficacia quasi esclusivamente sull’immagine ed il talento.

Influencer di settore : Quelli che devono farsi il mazzo…..

Molto più dura e complessa è la vita, la formazione e l’affermazione dell’Influencer di settore, che partendo da una minima notorietà, spesso fornita dalle performances accademiche, cercano di scalare il monte della notorietà sulle scale di corda dei social media, che in questo caso giocano un ruolo primario, sia nella costruzione del personal Brand , sia nell’esercizio di applicarne il valore.

Questo “modello” di influenzatore mediatico deve distinguersi per fattori molto diversi rispetto alle celebrità.
Naturalmente è imprescindibile da una preparazione cristallina e da una capacita di esercitare la propria azione con tutti i mezzi di cui dispone, fra questi il “verbo” diffuso attraverso tutti i media possibili, social in primis.

Chi sceglie di seguire questo percorso, lo fa con la consapevolezza che servirà un grande investimento di tempo e di idee, e che raggiunto il traguardo sarà ancora più difficile mantenere viva l’influencing action.

Ciò che conta, in fine, è il numero di persone disposte ad ascoltare ciò che diciamo, e ancora di più, quelle che si fideranno di ciò che abbiamo detto.

L’influencer è fatto di gentilezza, credibilità, competenza e determinazione.

Buona domenica

 

 

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