Li abbiamo chiamati eroi

E’ passato un mese da quando sull’albergo Rigopiano di Farindole si è abbattuto il suo tragico destino. Al termine del lavoro dei soccorritori si sono contate 29 vittime.

Ventinove persone che quel giorno, non avendo potuto lasciare la struttura alberghiera a causa di una nevicata di rara imponenza, non hanno potuto che subire gli eventi.
Per i mass-media iniziava il lungo capitolo dell’Hotel di Farindole e da quel momento in poi si accendeva la macchina dei soccorsi.

E li abbiamo dimenticati in fretta

Nel nostro paese vivono uomini capaci di fare miracoli, nei momenti dove occorre fare la differenza e farla in fretta, quando ci sono da salvare quante più vite possibile, loro ci sono.

Hanno un solo obbiettivo, e non sono le poche centinaia di euro del salario, spendere la vita nel nome della vita altrui, raggiungere persone colpite da calamità, prima dell’ultimo respiro.
E anche questa volta hanno fatto ciò che meglio non si poteva fare.

Sebbene il tempo abbia fatto si che la neve si ritirasse ai piedi del Gran sasso, rendendo le macerie visibili in tutta la loro devastazione,  sembra proprio che la slavina si sia abbattuta sull’albergo ieri!

Effetti del tipo di comunicazione

Questo restringimento temporale è causato proprio dalla comunicazione.
Per giorni e giorni, sino ad oggi, abbiamo visto scorrere immagini televisive, letto articoli su quotidiani, ascoltato bollettini radiofonici in quantità tale da far diventare la notizia parte delle nostre giornate. Potremmo dire, “un mese lungo un giorno”.

Veri e propri eroi, uomini che, per indole, sono concentrati su un solo obbiettivo, salvare vite umane, a qualsiasi costo, sacrificio estremo incluso. Questo è ciò che l’Italia si aspetta dai propri eroi.
E a questi temi , i mass-media riservano sempre ampi spazi attraverso tutti i canali disponibili e per ogni target! 

“Abbiamo il risultato”, i mass-media tornano a casa

Il problema nasce quando i nostri eroi si spogliano dalla tuta da Superman e rientrano nella vita quotidiana, fatta di famiglie da mantenere e di conti che non tornano mai, di manifestazioni di disagio spiegando cosa si aspettano loro, questa volta, dall’Italia.
Anche un eroe paga le bollette, va a fare la spesa , manda i ragazzi a scuola. Non sempre la vita è un film.

Solo pochi giorni addietro i Vigili del Fuoco hanno manifestato per le vie di Roma, sino a Montecitorio, cercando di portare all’attenzione della politica il loro disagio.
Tuttavia la comunicazione, nel nostro paese , attraverso i mass-media in questo caso, non ha prestato grande  attenzione agli eroi di Farindole. Rispetto al ricordo del loro lavoro fra neve e macerie, la loro manifestazione di Roma appare come un granello di sabbia in una spiaggia.

Tutta l’informazione, circa le manifestazioni di disagio del corpo dei vigili del fuoco, si è ridotta a brevi e sporadici servizi televisivi e qualche colonna sui giornali nazionali.
Nemmeno il palco del Festival di Sanremo, che ha ospitato una rappresentanza consistente dei vigili del fuoco, è riuscito a rendere indelebile il messaggio di questi uomini.

E sui social media ?

Sorprendentemente l’argomento non è  stato trattato nemmeno attraverso i social media, ormai ambiente naturale di confronto e discussione anche in Italia. Eppure soltanto un mese fa le bacheche italiane erano zeppe di fotografie e ringraziamenti ai pompieri !
E’ comunque comprensibile, una manifestazione di disagio non ha la risonanza pari alle squadre di eroi in azione.

Inoltre è una realtà che le cose che funzionano, in questo paese, non fanno notizia, se non nei momenti di estrema criticità.

Riflettiamo allora sul fatto che, presto, potremmo contare soltanto su un esercito di persone normali, probabilmente demotivate, non più uomini con lo spirito da eroi. Con mezzi d’intervento inevitabilmente soggetti all’usura del tempo, che non possono più fornire le garanzie necessarie per questi tipi di interventi estremi

Siamo talmente abituati a parlare di comunicazione riferita al marketing e quindi al business, che abbiamo dimenticato come usare la potenza della comunicazione per sostenere equilibri umani importanti. Una comunicazione un po’ più equa insomma.

Aiutiamo gli eroi ad aiutarci !

 

 

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