Cos’è il personal branding ?

Il personal Branding , per cominciare, è molto più diffuso di quanto non si possa immaginare. E non solo, esiste da sempre, magari in forma meno consapevole e senza il prezioso supporto dei digital media.

Nell’era precedente alla rivoluzione industriale, la qualità dei prodotti e dei servizi non veniva garantita da questo o quel marchio, ma dalla persona, la quale si occupava di soddisfare la richiesta del committente.
Attraverso la reputazione, basate perlopiù su lavori ed opere precedenti, la persona riusciva a prevalere sulla concorrenza e a farsi scegliere.
Quando qualcuno mi chiede quale sia il personal Brand per eccellenza, sono sempre indeciso fra Leonardo Da Vinci e Michelangelo, entrambi avevano ottime ragioni per imporre il loro brand.
Il nostro paese, e non solo il nostro, è cosparso dai “media” creati dai due artisti.

Ovviamente insieme a loro, molti altri appartenenti all’eccellenza culturale e scientifica diventarono veri e propri Personal Brand, e questo accadeva in un mondo dove la comunicazione viaggiava a velocità infinitamente lente rispetto ad oggi. Eppure i grandi Brand personali di quel tempo erano più conosciuti di quanto non si possa immaginare.

Il personal Brand, ad ognuno il suo

Ha senso parlare di personal branding quando esistono competenze molto forti, spiccate attitudini a promuovere se stessi come “prodotto”, reale necessità di creare un brand per aumentare la nostra competitività di mercato, quindi  investire tempo e denaro  e, sopratutto, un prodotto, o servizio,  di qualità elevata da proporre al mercato. Non guasta la voglia di migliorarsi day by day.

Tutti gli altri ingredienti, sono temi e argomenti che possono essere appresi con applicazione e studio. Si perchè il personal Brand va sostenuto e, va detto che, richiede impegno ed energie. In sostanza parliamo di un “lavoro” in aggiunta alla normale attività per rendere più solida la stessa.

Esistono poi aspetti che fanno parte della persona, sia che segua un percorso di creazione del Brand personale o meno, vedi ad esempio l’affidabilità,  le ragioni per cui i clienti ci scelgono, la reputazione , che  in un ambito progettuale correttamente strutturato saranno dimensionati secondo il loro peso all’interno del Brand e attentamente monitorati.

Un buon caso da analizzare potrebbe essere quello dei top chef che da qualche anno invadono gli schermi televisivi. La professione di chef mostra un carattere distintivo del personal branding e della sua strategicità.

Ad esempio, se parliamo di Marchionne, associamo la persona al ruolo di AD della FCA Fiat. Oltremodo, se parliamo di Carlo Cracco , non collochiamo la persona ad alcuna azienda, semmai l’esatto contrario, associamo il ristorante, di cui magari non conosciamo il nome, al suo Chef.

Questo non significa che il buon Marchionne non dispone di un personal brand vincente, anzi!
Tuttavia i connotati del suo brand risulteranno sempre molto meno marcati ed incisivi rispetto a quelli di Carlo Cracco. Per completezza è giusto considerare che i target dei due brands sono completamente diversi.

Il personal Brand si fonda su competenze individuali solide

Una risposta a cui il personal branding deve sempre rispondere è : Perché il pubblico deve scegliere proprio noi? Se esiste una risposta esaustiva, obbiettiva e completa a questa domanda, significa che abbiamo fatto un buon lavoro su nostro brand.
Abbiamo utilizzato i giusti canali comunicativi per il delivering del messaggio relativo alla nostra offerta, coinvolgendo influencers di settore e social media. Possiamo promettere risultati, mantenere la promessa e quindi aumentare la nostra credibilità. Sempre senza dimenticare che sia grandi progetti, sia piccoli, l’impegno richiesto è sempre il medesimo.
Tutto questo può avvenire solo se le nostre competenze, dichiarate dal nostro super brand, sono reali e solide.

Esistono molte definizioni di personal branding, ma non stupitevi se non troverete una ricetta codificata o una lista di ingredienti per la creazione di un  brand personale di successo.
Potremmo inizialmente seguire linee guida dettate dalla storia del personal branding, magari su siti specializzati  da progetti esistenti e dall’analisi di casi di successo. Non dimenticate di sviluppare e codificare il vostro metodo di lavoro, che si arricchirà progetto dopo progetto, sino ad avere una nostra personale metodologia di sviluppo del personal branding.
Credo di non allontanarmi molto dalla realtà se scrivo che il personal branding, pian piano, sostituirà il vecchio Curriculum Vitae. Una sorta di certificazione sociale di ciò che dichiariamo di saper fare, un’altra tangibile dimostrazione di forza della trasformazione digitale!
E’ davvero interessante, la competizione aumenta inesorabilmente!

 

 

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