Il metodo: non è importante quale, l’importante è averne uno

Sin dai tempi della scuola, ho sempre speso grandi energie per organizzare il “mio modo” studiare. Più o meno la stessa cosa è accaduta in seguito nel mondo del lavoro.
In entrambi i periodi, però, ho gestito questa funzionalità mancante dal mio DNA creandomi un metodo per affrontare in modo strutturato lo studio prima, ed il lavoro poi.

A parte rare eccezioni, qualsiasi attività orientata a restituire un risultato qualitativamente apprezzabile, viene costruita seguendo un metodo, che si affinerà e migliorerà esperienza dopo esperienza.

Cos’è il metodo

Il metodo, apparentemente, non potrebbe stare in cima alla torre in compagnia della creatività. In realtà, invece, un metodo di lavoro non è assolutamente uno schema fisso. Non pone vincoli e, se necessario, può essere modificato, quindi compatibile con la creatività più sfrenata.
Tuttavia una volta definito è opportuno rispettarne i dettagli con religiosa dedizione.

Brevi deviazioni alle linee indicate dal metodo possono essere apportate di volta in volta, senza che lo scritto finale ne subisca danno alcuno. Come abbiamo già detto non si tratta di uno schema fisso con i rigori del caso.

Il mio metodo per strutturare un post

Come ho già detto, in diverse fasi della vita accademica e professionale, ho dovuto fare di necessità virtù in tema di organizzazione.
Non ho scelto di crearmi un metodo perché questo è ciò che i testi sacri raccomandano, sono stato costretto a farlo per via del basso grado di organizzazione che, nonostante progressi tangibili, ancora oggi è parte della mia personalità
.

In genere l’argomento del post nasce da un’idea catturata da una fotografia, dal finestrino del treno, spesso da letture, libri e quotidiani sono fonti pressoché inesauribili. Alcuni spunti li ho indicati in “Se un writer è a corto di idee“.

Fissato il tema del post sono solito individuare i macro-paragrafi, suddividendo l’argomento in punti di osservazione e fasi o processi di svolgimento cronologici. Molto dipende dall’argomento di cui parliamo. il senso è  qurlo di piazzare i rami principali all’albero dove posizioneremo poi le foglie.

Quindi attribuisco loro un titolo, che non deve essere necessariamente quello definitivo Troppo spesso si spende tempo davanti allo schermo cercando di trovare il miglior sottotitolo possibile.
Questa operazione, che può essere rimandata in prossimità del completamento del lavoro, può mettere a rischio ciò che comunemente chiamiamo l’ispirazione.

In questa fase cerco di rimanere concentrato sul contenuto, a volte scrivendo anche in modo approssimativo, per fissare i concetti prima che svaniscano. L’ispirazione è la materia prima e come tale va custodita con cura.

Lascereste la vaschetta della vostra crema gelato preferita fuori dal frigorifero più del tempo necessario a prepararne la porzione desiderata? Mai nella vita!
Bene, allo stesso modo mettete al sicuro ispirazioni e idee al più presto, nel loro luogo di conservazione naturale, la carta!

letture, correzioni e stile

Questo è il momento per sostituire i sottotitoli provvisori con qualche cosa di più accattivante, magari orientati al SEO. Questa fase completa il nostro post.
Ma attenzione, per quanto bravi e preparati possiate essere, se provate a scrivere un post di getto ed a rileggerlo subito dopo, vi sorprenderà scoprire di essere incappati in errori strutturali e grammaticali che non avreste mai pensato di fare.

Questo accade quando si è profondamente immersi nell’argomento del post, maggiore è il coinvolgimento emotivo, minore sarà l’attenzione ai termini ed alla grammatica.
Niente paura, il metodo arriva in aiuto, indicandoci, che prima di pubblicare il lavoro, è opportuno leggerlo, leggerlo, leggerlo, e poi cominciare a rileggerlo.

L’attenzione si sposterà sempre più verso lo stile di scrittura, e non più sull’argomento in se. Non siamo più scrittori ma lettori, abituati a leggere scritti di ben più eminenti “colleghi” , e quindi molto critici.
Sarebbe divertente a questo punto leggere la prima stesura del post e l’ultima prima della pubblicazione, solo per capire cosa avremmo pubblicato senza l’aiuto del nostro personale metodo.

Pubblicazione

Dovremmo essere pronti per la pubblicazione! Più ci avviciniamo al momento è minore sarà l’attenzione che saremo disposti a prestare al lavoro e quindi alla sua qualità.
I cali di attenzione sono da evitare, rischieremmo di prendere il gol al 90° minuto. La fretta di pubblicare 😉 Credo sia una sindrome sconosciuta agli scrittori di un tempo.

Alla prossima!

 

 

 

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