Proteggi il tuo brand

In occasione del derby d’Italia (Juventus-Internazionale), disputato ieri sera a Torino, ho voluto tentare un piccolo esperimento attraverso i social.
Quella che doveva essere una competizione sportiva, seguita dall’occhio dei social media, è diventata una vera e propria battaglia verbale, completa dei colpi più bassi e frasi che farebbero impallidire i più accesi tifosi da bar. E in fondo è giusto che sia cosi, i social media sono anche questo.

Il focus della social experience, non mirava a rilevare il rispetto verso il prossimo o l’educazione da stadio, ma puntava a monitorare il comportamento di un ristretto numero di soggetti che fanno della propria persona un brand e che, al tempo stesso, soffrono di “tifo calcistico acuto” 🙂

Dopo qualche post piuttosto provocante, dei quali mi premurerò di scusarmi con i destinatari , sia su tweeter per i tifosi neroazzurri, che su Facebook per quelli juventini, si è scatenata la battaglia !

“hanno ceduto nell’ordine….. amici del bar, collaboratori ed ex colleghi di lavoro, presunti intellettuali immuni al calcio, ed infine, un paio di cultori del personal branding

Veniamo al punto

Nel momento in cui decidete di sviluppare e costruire sulla vostra persona un brand, è assolutamente consigliabile evitare di esporsi, soprattutto in modo poco elegante, al pubblico dei social network dove, magari al termine della partita, ricomincerete a lavorare.

E’ un errore pensare di mantenere un comportamento in LinkedIn, in quanto rappresenta il social “serioso”, ed esprimersi come un terrorista in Facebook che apparentemente può sembrare meno formale.
Le persone che vi seguono, lo fanno anche per il vostro modo educato di esporre le tematiche più aspre; e si aspettano da voi la stessa personalità, la stessa gentilezza, le stesse caratteristiche personali, sia in facebook , sia su altri social networks.

per finire….

Tuttavia, un contesto simile è un’ottima palestra per la fortificazione del proprio self-control.
In Italia, chi più chi meno, siamo tutti un po tifosi, nel calcio come nella politica. (Non posso fare a meno di pensare al recente referendum costituzionale, durante il quale atteggiamenti simili al tifo calcistico, sono stati all’ordine del giorno (e della notte).

I nostri connotati latini, in quanto italiani, fanno il resto, “tifoso caliente comunica poco“. E’ quindi imperativo evitare exploit simili.
Il mio consiglio, se proprio siete tifosi simili al Pesidente sampdoriano Ferrero, durante la partita rinchiudete i vostri dispositivi mobili in cassaforte.

 

In questi due tweets sono visibili due diversi approcci nel rispondere alle mie provocazioni.
Il primo sul piano sportivo, mostra le proprie ragioni, secondo il proprio punto di vista.
Il secondo punta su ciò che NON si aspetta dal sottoscritto.
Entrambe le risposte sono legittime, ma leggere il secondo è estremamente gratificante! O no?

Chiudo semi-citando il secondo tweet :

Non restate intrappolati nel tifo fazioso, il vostro brand ne potrebbe soffrire”

 

 

 

 

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