Internet of things, la nuova frontiera per i viruses

Se qualcuno ne sentiva la mancanza, eccoli qui! Annunciati dai più qualificati operatori del settore ! Signore e Signori il virus per il mondo Internet of Things, più comunemente noto come IoT.
Osservando il problema su un orizzonte temporale di 4/5 anni, possiamo intuire come parte della rete sarà invasa dai dati in transito da e verso migliaia e migliaia di devices.
Un altro aspetto “interessante” riguarda la suddivisione naturale in categorie di utilizzo, le quali saranno definite dalle device stesse!
La community tecnologica di un laboratorio clinico sarà dotata di devices utili al loro particolare tipo di operatività, legato al lavoro di infermieri e medici. Viceversa la redazione di una rivista, otterrà benefici operativi da devices che risolvono problematiche di redattori e fotografi.

Cosa dobbiamo aspettarci ?

Secondo le previsioni di INTEL Security, non è ancora chiaro a quali tipi di dati punterà il cyber crimine, tuttavia definisce reali le minacce di attacchi alle sezioni IoT della rete.

Gli elementi periferici di una struttura IoT determinano la natura e la tipologia di questa nuova rete funzionale, al tempo stesso però, ne rappresenta il tallone d’Achille. In altre parole, le devices possono rappresentare il veicolo di trasporti per “agenti patogeni” pronti a sottrare dati e metadati, interrompere funzionalità operative aziendali e a prendere in ostaggio wearable devices in quantità.

In particolare sono riconosciuti attendibili due fronti di minaccia.
Attacchi portati esclusivamente a scopo di lucro, anche se i profitti ottenibili non sono del tutto chiari, almeno al momento.
Ed attacchi provenienti dall’ attivismo informatico, dove, a fronte di una parvenza di ideologia libertaria, con l’obbiettivo di danneggiare aziende e strutture governative allo scopo di ottenere la risonanza massima dalla rete e non solo da quella.

La minaccia del ransomware e dell’attivismo informatico

Il ransomware ha esordito sulla rete con l’avvento della connessione di device appartenenti alla scorsa generazione tecnologica. Personal Laptop, Telefoni cellulari prima, poi smartphone e tablets connessi H24 alla rete.
Sempre secondo Intel, questo tipo di virus migrerà nell’immediato futuro verso IoT e le sue devices.
Si tratta di una categoria di virus che prende in ostaggio la device infettata, con la richiesta di un piccolo riscatto al proprietario per riavere la possibilità di utilizzo.
Sono già stati segnalati casi di questo tipo di infezione su IoT devices in uso presso strutture sanitarie e nella gestione dell’energia.

L’attivismo informatico, anche se ci si aspetta grande attività d’attacco, desta meno preoccupazione, almeno nei prossimi 5/6 anni.
Solo successivamente, con il diffondersi del controllo di intere infrastrutture a dispositivi connessi ad IoT, avremo a che fare, probabilmente, con una generazione che al momento appartiene alla fantascienza, i terroristi informatici.
L’obbiettivo di questo genere di attacchi potrebbe essere quello di prendere il controllo di unità e sottoreti dove risiedono devices dedicate ad operazioni strategiche. A quel punto, i produttori di sicurezza avanno già preso le opportune contromisure…. almeno speriamo sia cosi!

A breve in IoT

Nei prossimi anni, il numero di devices connesse ad IoT aumenterà esponenzialmente, allargando così il campo di battaglia fra piani di sicurezza e crimine informatico.
E’ ragionevole pensare che, come avvenuto per le unità connesse via IP , si svilupperanno appositi sistemi di monitoraggio (Tipo SNMP).
I produttori di dispositivi IoT manterranno particolare attenzione sul tema di users privacy, dove le leggi sono ancora molto restrittive in quasi tutti i paesi occidentali, limitando di fatto le funzionalità possibili di un simile no limits network come IoT è per natura.

E voi? Come la vedete? 😉

 

 

 

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