Mer. Ott 21st, 2020
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Termina così una delle edizioni più complicate, ed affascinanti al tempo stesso, della Grand Boucle.
Il tour delle mascherine, quelle che coprono i sorrisi sui volti dei vincitori sul podio dei Campi Elisi.
quei sorrisi mancati rimarranno per sempre nelle fotografie e nei ricordi, a memoria di quello che il mondo sta vivendo al termine del secondo decennio del nuovo millennio.

La classifica finale, in fondo, è quella più corretta se consideriamo i valori in campo. Vero che Pogacar, sino a due giorni fa aveva un ritardo di 57″ rispetto al suo connazionale Roglic, ma dobbiamo anche dire che quel ritardo è parte del minuto e spicci accumulato per una disattenzione, un ventaglio aperto da Kiatkowski , e con un pizzico di esperienza in più da parte del 22enne, quel ritardo non avrebbe mai raggiunto dimensioni tali da far pensare ad una molto probabile vittoria di Primoz Roglic.
Va detto che Tadej in quell’occasione non si mostrò preoccupato, anzi, molto fiducioso nel recupero.

La Jumbo Visma ha corso da squadrone, e non ha nulla da recriminare, è stata la compagine più forte, ma al lordo di una cronometro dove il capitano ha preso due minuti su 36,2Km di gara da un fenomeno in bicicletta!
Questo basta per dire che ha vinto il Tour de France l’atleta che doveva vincerlo.

La battaglia fra i due sloveni ha oscurato un po la terza posizione di Richie Porte (Trek Segafredo). Si è trovato anche a rincorrere il gruppo in zona ammiraglie dopo aver perso terreno, alla fine sale prepotentemente sul terzo gradino del podio di Parigi felice come un bambino.

dopo questo podio potrei anche smettere” R.Porte

Presenti ingiustificati

L’assente più assente di tutti, Egan Bernal, campione uscente, ancora in attesa di conferma. C’è chi ritiene probabile la sua partecipazione al giro d’Italia, anche se la condizione la puoi ritrovare, per il morale il discorso è più delicato.

Peter Sagan viaggia al confine fra il campione che era e l’eterno battuto in volata, prima da Bennett, poi da Ewan , insomma mai con la ruota davanti agli altri.

Elia Viviani non ha mai rischiato di vincere una volata, non avrebbe vinto nemmeno se avesse sprintato da solo. Speriamo di ritrovarlo in condizione presto.

Thibaut Pinot, sarà la sfortuna, sarà che sente troppo la grand Boucle sul suolo francese, conferma “Nemo propheta in patria“, non vede l’ora di arrivare a Parigi per mettere un punto sulla questione Tour.

Nairo Quintana e Fabio Aru, il primo corre un Tour anonimo ed non commentabile, mentre Fabio si ritira a causa di una condizione che non riesce a ritrovare. Su entrambi circolano rumors circa il ritiro dalle corse.

Un campione con la faccia da gregario

Damiano Caruso (Bahrain-Mc Laren) corre un Tour memorabile, guida la squadra quando Mikel Landa decide di attaccare, spiana la strada allo spagnolo che quando deve partire finisce la benzina.
Aiuta il compagno di squadra a raggiungere la quarta posizione in classifica generale e trova il tempo per arrivare a Parigi al decimo posto, primo italiano! Eroico!

Julian l’entusiasta

Julian Alaphilppe anima il tour nella fase iniziale, conquista la maglia gialla per poi perderla a causa di una penalizzazione per rifornimento fuori dall’area consentita. Bene i primi dieci giorni, entusiasmo e voglia di fare, poi tira i remi in barca, chiaro che punta al mondiale di Imola, ed è giusto così.

e gli altri?

Torneremo ampiamente su questo Tour de France, è inevitabile, tuttavia non si può non parlare di quella generazione che è in lista d’attesa per l’autorizzazione a fare classifica. Remco Evenepoel in testa, seguito da Wout Van Aert, Mathieu Van Der Poel, Marc Hirschi che insieme ai due protagonisti di questa tornata, ci faranno divertire, e non poco !

qui sotto i primi dieci classificati, mentre la classifica finale completa del Tour de France 2020 la trovate cliccando qui !

E ora.. avanti con IMOLA2020, il campionato del mondo!

Classifica Finale Tour 2020

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