Soren Kragh Andersen
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Se non si considera la passerella del plotone sui campi elisi di Parigi, mancano 200km al termine di questo Tour de France.

Partenza da Bourg-en-Bresse e arrivo, dopo 166Km , a Champagnole.  Una frazione che non presenta particolari difficoltà, almeno per i leader di classifica, ed sembra essere adatta a corridori come Peter Sagan,  ancora a secco in questa Grand Boucle, o Julian Alaphilippe che invece qualche soddisfazione se l’è levata, indossando anche la maglia gialla.

E come sempre, la conformazione del gruppo rispecchia il tipo di tappa che percorre. La Bora-Hansgrohe  davanti a controllare a scoraggiare tentativi di fuga, e subito dietro la Jumbo-Visma, a tenere il capitano, Primoz Roglic, fuori dai guai. A seguire il resto di ciò che rimane del plotone iniziale.

Quindi, una tappa che potrebbe privilegiare i finisseur, tuttavia anche i velocisti potrebbero dire la loro. Sam Bennett e Caleb Ewan hanno dato spettacolo quest’anno, mentre sono invece mancati gli sprinter italiani.

Elia Viviani, forse anche per responsabilità della squadra, non è riuscito a trovare mai la possibilità di inserirsi nelle fasi decisive della volata. Un po’ come Sonny Colbrelli, dal quale però nessuno pretendeva ciò che invece ci si aspettava da Viviani.

Speriamo che per loro, oggi possa rappresentare un’occasione di riscatto! Come per Matteo Trentin e Nicolò Bonifazio naturalmente.

Andamento Lento

All’imbocco della Còte de Chàteau-Chalon, la prima salita di giornata, il gruppo passa con un ritardo di circa 2 minuti su Remì Cavagna (Deceuninck-QuickStep). Davanti si approfitta per rifocillarsi un po’ e questo la dice lunga sulla difficoltà dell’ascesa.

Quanto a Remì Cavagna, che è chiaramente di origini italiche, lo ritroveremo al mondiale di Imola 2020 dove sosterrà la prova a cronometro con la magli della nazionale transalpina.

L’asfalto consuma i tubolari che in cambio non hanno imprese eroiche da
ricordare, almeno oggi, quanto a Remì Cavagna si avvicina allo sprint
intermedio di Nournans . 50Km al traguardo e non sembra che il plotone se ne preoccupi più di tanto.

Il vantaggio del francese oscilla fra il minuto ed il minuto e trenta, sino
a quando du inseguitori escono dal gruppo.
Sono Pierre Rolland e Benoît Cosnefroy decisi a raggiungere Cavagna
in vista del traguardo di Champagnole, i tre vengono raggiunti anche da Rowe.

Iniziano le manovre

E’ chiaro che dietro i velocisti stanno affilando ruote e gomiti mentre le squadre iniziano le manovre per ricucire sui fuggitivi. Non ci sarà scampo!
Il terreno che troveranno le squadre non agevoleranno il lavoro di controllo
,molto probabilmente scatti e controscatti saranno il tema degli ultimi
chilometri.
Intanto, per non farsi mancare nulla, Sivakov cade anche oggi, davvero
sfortunato questo ragazzo. Ha passato più tempo sull’asfalto che sulla
bicicletta. Nella caduta anche Rigoberto Uran, che impegna Alberto
Bettiol nel riportarlo in gruppo, non prenderà parte dunque alla fase finale
della gara !

L’attacco buono

Intanto a 34 km dall’arrivo,come era prevedibile, si sta formando un nutrito
gruppetto di attaccanti. Se dovessero trovare un accordo arriverebbero
sicuramente all’arrivo giocandosi la tappa.

Stoppato un’attacco se ne fa un’altro, e adesso a dar fuoco alle polveri è
Peter Sagan, con Sam Bennet ovviamente che lo marca ad uomo, ed un
manipoli di altri attaccanti fra i quali Greg Van Avermat e Matteo
Trentin, siamo a – 25Km ed il vantaggio è di 1’40”.

Sono in dodici ed il vantaggio adesso è di 2’17”, vuol dire che il gruppo non
ha intenzione di ricucire.

Chi vuole vincere dovrà eliminare Sam Bennet prima di arrivare allo
sprint, quindi difficilmente i 12 arriveranno insieme all’ultimo chilometro.

Scatti in continuo

Il primo a cercare di allungare è Matteo Trentin , ripreso il nostro, è la
volta di S. Krag Andersen che riesce a guadagnare qualche decina di metri,
e poi altri 10 sino a ritrovarsi con 55″ di vantaggio.

Per vincitore della tappa di Lione si avvicina al traguardo e al bis in questa
Grand Boucle, ha ancora un’azione composta, busto fermo, la pedalata agile e potente.

Passano, uno dopo l’altro, gli striscioni gialli che segnalano gli ultimi
chilometri, ed Soren Kragh Andersen è ormai imprendibile.
Per lui inizia la festa con largo anticipo, sorriso stampato sul viso e taglio del traguardo di Champagnole a braccia alzate ! Bis per lui al tour de France.

Luka Mezgec conquista la seconda piazza e Jasper Stuyven terzo, ala decima posizione è per il nostro Matteo Trentin!
Sam Bennett ha giusto il tempo di mettere la ruota davanti a quella di Sagan
per chiudere il discorso Maglia Verde.

Domani ultima occasione per Pogacar, 36km a cronometro per recuperare
un minuto a Primoz Roglic che resta in maglia gialla.




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