Turbolence
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Nella prima fase dell’evento pandemico che stiamo vivendo dall’inizio di quest’anno, abbiamo assistito al blocco drastico di tutte le attività umane quotidiane. Ci sono cose di quel periodo che sarà ben difficile dimenticare.
Ci era consentito un allontanamento massimo di 200mt dalle nostre abitazioni, se non per recarci sul posto di lavoro o per il rifornimento di beni di prima necessità presso i supermercati.

Ovviamente di uscite in bicicletta non se ne parlava assolutamente, chi ha provato a farlo si è ritrovato a dover pagare le sanzioni previste per la violazione del DPCM in quel momento in vigore.

La conoscenza del virus CoVid19 e delle sue modalità trasmissione da parte delle autorità sanitarie, ha, man mano permesso di attivare procedure di blocco e sempre meno drastiche rispetto alle precedenti in tema di attività sportiva in generale, anche se la scarsa conoscenza delle dinamiche delle singole discipline possono comunque tutt’ora esporre a rischio di contagio gli atleti.

Conoscere per regolamentare è un must !



Le mascherine durante l’allenamento

Durante una prolungata attività sportiva in zona aerobica, e quindi anaerobica e superiori, l’utilizzo della mascherina non è indicata in quanto potrebbe causare alcalosi.
Questa affermazione è stata a lungo in discussione e, sul web è spesso segnalata come fake-news.
In realtà la differenza sta proprio nel fatto che NON è opportuno utilizzarla nelle attività sportive.
Utilizzare la mascherina nella routine della giornata non ha controindicazioni ed è un ottimo deterrente alla diffusione di virus.



Allenamenti e corse in gruppo

Come riporta il DPCM ott.2020, la sola raccomandazione in tema di attività ciclistica è quella di cercare di non uscire dai confini del proprio Comune di residenza.
Questo fa pensare che nessun tecnico federale è stato interpellato nel codificare i comportamenti da tenere in tempi di covid.
La ragione è semplicissima. Chi appartiene al mondo degli sport aerobici e comunque ad alto impegno cardiaco, sa bene che l’atleta espelle muco ed eccesso di salivazione innumerevoli volte durante l’attività, inoltre produce una quantità di sudore calcolabile in qualche decilitro.
Questi sono tutti veicoli di contagio per un eventuale virus presente nell’organismo, ad esempio, di chi ci precede in gruppo, al primo “sputacchio” saremo inevitabilmente contagiati.

Turbolence
La figura è stata ripresa dal sito AEROSPACEcue
https://aerospacecue.it/aerodinamica-sport-ciclista/20799/

Osservando l’immagine si può facilmente intuire il percorso che prenderanno le gocce di sudore e quindi i così detti drop-let di saliva potenzialmente infetti, rilasciati dal ciclista che ci precede.
La parte rossa rappresenta la pressione massima mentre quella verde la minima. La depressione relativa determinerà il trasporto di droplet per decine di metri già ad una velocità di 2mt al secondo.
E’ evidente che un “distanziamento sociale” fra due ciclisti che pedalano non può mai essere inferiore ai 15mt. per poter garantire la sicurezza minima.

Che fare? Non saprei, personalmente cerco di stare molto poco in gruppo e quando lo faccio mi proteggo con uno scalda-collo molto leggero.
Consapevole che i drop-let potrebbero attraversarlo senza colpo ferire.

Il buon senso suggerirebbe di pedalare in solitudine, ma non tutti amano farlo.

E chiaro che, per evitare sorprese e contagi, è necessario applicare il massimo rispetto delle norme igieniche, evitando di espellere liquidi durante la corsa, sputi, muco e altro, e nel caso foste impossibilitati a farlo date il tempo a chi segue di allontanarsi.



L’abbigliamento e la bicicletta

Per le ragioni che abbiamo considerato poco sopra, gli abiti utilizzati per l’allenamento sono infinitamente più esposti del nostro naso e della nostra bocca ad eventuali liquidi contaminati.
Per questo è buona norma spogliarsi appena entrati in casa, raccogliere gli indumenti e procedere con il lavaggio immediatamente.

Infine potremmo pulire le parti della bicicletta e la borraccia , quegli oggetti che stanno più a contatto con le nostre mani durante l’allenamento.

Inutile dire di non utilizzare disinfettanti aggressivi sulle biciclette…. ca va sans dire !

Conclusioni

Chiaro che tutto ciò che possiamo scrivere e fare, rappresenta soltanto una forma logica di rendere la vita difficile al virus, con il quale, ragionevolmente, dovremo convivere ancora per qualche tempo.




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