Freni a disco e RIM
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Frenare, ovvero diminuire la velocità di un corpo in movimento su di un
piano, aumentando gli attriti nelle parti che favoriscono lo scorrimento o
fra il corpo ed il piano stesso.

In altre parole, o utilizziamo i freni che dovremmo avere a disposizione o,
in alternativa, giù le suole delle scarpe e la bici si ferma ! Questo succedeva
un tempo, e confesso di averlo fatto più di una volta 😉

Ai giorni nostri, non è raro leggere, o ascoltare, discussioni sulla scelta del
sistema frenante con il quale attrezzare la propria bicicletta.



Al netto dei trend “commerciali” che rappresentano spesso il solo
paramento di valutazione prima dell’acquisto, vedremo come scegliere fra
disc brake e RIM brake (conosciuti anche come freni caliper)
considerando aspetti dettati più dal buon senso che da valutazioni
di altro genere.

Freni RIM, a disco idraulici, a disco meccanici, tutti perfetti per viaggiare
in sicurezza. Va detto, per completezza, però, che viaggeremo in sicurezza
sapendo utilizzare l’impianto frenante al meglio!

Pare infatti che la sola cosa che interessi sia come azionare i freni, molto
meno siamo interessati a come farlo.

In genere si impara ad andare in bicicletta in età davvero precoce, con
qualcuno che, fra le altre cose, ci raccomanda di utilizzare i freni.
E’ proprio in quel momento che inizia l’educazione del nostro sistema
neuro muscolare
all’utilizzo dei freni, e quindi all’affinamento della
sensibilità che consentirà una buona capacità di modulazione durante
l’uso nel futuro.
Nel tempo, apprenderemo tecniche e svilupperemo qualità che solo con
dedizione ed esercizio potranno raggiungere livelli di eccellenza.
Fra le altre cose che impareremo a fare pedalando, sino a renderle veri e
propri riflessi condizionati, c’è proprio la frenata.



Quindi non è sufficiente sapere che per azionare il freno bisogna tirare la
leva! Importantissimo, invece, è sapere come gestire la frenata, modulando
con sensibilità ed esperienza,la pressione dei pattini sulla pista frenante
della ruota, per percorrere curve, o superare ostacoli, rimanendo in
sicurezza sempre mantenendo velocità possibile ed equilibro.

Anche la frenata, come tutti gli altri aspetti del ciclismo, andrebbe allenata.
Esistono terreni dove saper frenare può fare la differenza e se osservate le
mani di corridori esperti in azioni ad alta velocità, noterete sono
posizionate sulle leve dei freni secondo uno schema che garantisce
la massima sicurezza e un alta velocità di esecuzione




DISC Brake e RIM Brake (caliper)

La scelta fra DISC e RIM è legata a fattori distintivi del ciclista, l’abilità
di guida del mezzo in testa a tutti.
Se affrontiamo un lungo percorso in discesa con curve continue, più
saremo abili nella guida della bicicletta e meno avremo necessità di
ricorrere ad un eccessivo uso dei freni.

Immaginiamo, ad esempio, di dover affrontare la discesa di uno dei tratti
più famosi del ciclismo, il passo dello Stelvio dal versante lombardo, con i
suoi 48 tornanti e 21 chilometri.

Un neofita alle prese con freni tradizionali, probabilmente, arriverebbe
al termine della discesa con spalle, gomiti e polsi doloranti, o quanto meno
indolenziti dalla pressione continua applicata alle leve del freno e,
sopratutto, dal peso di tutto il corpo, più bicicletta a seguito, spinto
verso la curva manubrio dalla forza di gravità.

Teniamo presente che più energica sarà la frenata e maggiore sarà la
forza gravitazionale (forza G) che peserà sulla parte alta del nostro
apparato scheletrico.

Un’azione frenante appropriata aiuta sia a procedere in modo più
fluido e quindi ad una minore quantità di forza G, percepita come
aumento del peso.
Minore forza G = Minore peso sulle articolazioni spalla-gomito-polso

Diversamente, se nella stessa discesa, il nostro corridore avesse avuto a
disposizione freni a disco, avrebbe raggiunto il fondo valle molto più
rilassato, in quanto avrebbe potuto frenare, ottenendo il massimo risultato
con il minimo sforzo, e con un buon livello di sicurezza.

Sebbene il problema della distribuzione corretta dei pesi persista, buona
parte del disagio e delle tensioni legate alla forza G generata dalla frenata
risulterebbero molto attenuate.



Il discorso sarebbe diverso se a percorrere la stessa discesa fosse un
corridore esperto, magari un professionista, che non ha necessità di
avere le ruote della bicicletta quasi ferme ad ogni tornante, ma
percorrerà la curva scegliendo la traiettoria ottimale e sempre modulando
la frenata, applicando la pressione sufficiente alla pinza, per ridurre la
velocità della minima quantità necessaria a consentire una conduzione
della curva sicura e scorrevole al tempo stesso.

Le forze in campo durante la curva di un corridore esperto sono molto più
dinamiche rispetto alla forza gravitazionale.
Senza addentrarci in noiosi dettagli, le principali sono la forza centrifuga,
contrastata da quella che chiamiamo “piega“, per non essere lanciati fuori
strada, e la centripeta che tende a direzionarci verso il centro della curva.

Per inciso possiamo dire che il corridore specialista in discesa, sa bene
come fare due cose :
– Scegliere le traiettorie migliori
– Utilizzare al meglio i freni

La frenata in caso di emergenza

Tutto ciò che abbiamo sin qui detto, vale in assenza di emergenze, eventi
improvvisi che ci costringono a reagire frenando, ovvero tutti i casi dove
non c’è il tempo per pensare, il nostro comportamento sarà gestito
dall’istinto di protezione, è lui che governa le decisioni da prendere,
e qui i freni a disco non aiutano ne il neofita ne tanto meno il ciclista
esperto o professionista che sia.

Recentemente, durante il Tour de France e la Tirreno Adriatico, abbiamo
potuto assistere, purtroppo, a cadute banalissime in tratti di strada
relativamente tranquilli.
La spettacolare scivolata di Miguel Angel Lopez (Astana) durante la
prima tappa del Tour, che per una disattenzione ha dovuto pinzare,
bloccando la ruota anteriore perdendo il controllo della bicicletta
andandosi a fermare contro un cartello stradale, probabilmente non
si sarebbe verificata con freni caliper, cosi come le altre cadute in gruppo
dove bloccare, o rallentare troppo la velocità, in modo poco controllato,
significa venire tamponati con le conseguenze del caso.

Durane una recente telecronaca RAI abbiamo potuto ascoltare il parere di Marco Saligari su questo tema, il quale parlando delle tante cadute al Tour
de France, ha attribuito parte delle responsabilità proprio al freno a disco.

Cosa sceglierebbero i corridori professionisti se costruttori e sponsors non
imponessero ognuno i propri materiali ?



Quindi…

Cercare quale dispositivo sia il migliore fra freni a disco e freni Caliper è,
ragionevolmente, un errore.
Probabilmente dovremmo fare una onesta analisi del nostro tipo di
ciclismo, e capire quale sistema frenante sia più adatto a noi.
Senza dimenticare che i difetti dei freni a disco, che non erano pochi, sono stati corretti dal
sistema ABS, introdotto da Volvo nel 1974, e poi perfezionato dai vari
costruttori di auto.
In parte ed in misura inferiore, quei difetti li stiamo ritrovando nei freni a
disco per biciclette, e allora….. aspettiamo l’ABS 😉

comunque, sempre, prima regola divertirsi!

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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