Peter Sagan GIRO2020
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A 25Km dal traguardo guidano la corsa Peter Sagan e Ben Swift qualche secondo dietro Pello Bilbao che presto potrebbe raggiungere la coppia di testa ed aiutare la causa comune. 30″ dietro il gruppo maglia rosa con l’Astana di Jakob Fulsang e la Trek di Vincenzo Nibali.

C’è ancora da soffrire sui muri intorno a Tortoreto, il percorso ricorda davvero una classica del nord.
Davanti scatta Peter Sagan, mentre dal gruppo maglia rosa, dove Almeida ha aumentato il ritmo, Domenico Pozzovivo è appena rientrato doo essersi attardato per un guasto, allunga e prende subito un ventina di metri di vantaggio oltre a mettere in fila indiana il gruppetto.

A 9 Km dall’arrivo foratura per Jakob Fulsang, sfortunato davvero che deve ripartire con la bicicletta di Felline, ed è con quella che finirà la tappa.

Intanto le doti di discesista di Peter Sagan prevalgono su tutto, ha guadagnato una quindicina di secondi su Ben Swift, quando mancano 7 Km al traguardo. Oggi Peter Sagan merita la vittoria, è partito con le intenzioni migliori di fare una tappa modello, e sino ad ora lo ha fatto. Che corridore !




A 3 Km Peter Sagan ha ormai 30″ di vantaggio su chi insegue, Fulgsang, invece, è in ritardo sul gruppo di Nibali e Almeida paga circa un minuto per la foratura.

All’arrivo lo slovacco gioca un po con il pubblico, invitandolo ad applaudire, dopo un digiuno durato 15 mesi Peter Sagan torna alla vittoria e lo fa alla sua maniera, facendo spettacolo per tutta la corsa.

Solo lui poteva alleviare le pene di questo giro d’Italia, dove in partenza si sono ritirate due squadre per il Covid, parliamo della Jumbo e Michelton,

Sfortunato Jackob Fulgsang per perde 1’15” dalla maglia rosa ed esce dalla per ora top ten.
Tappa magistrale di Domenico Pozzovivo, si deve fermare per un problema alla bicicletta, riparte, rientra nel gruppo magia rosa e trova anche la forza di attaccare.

Si è visto ancora Filippo Ganna in azione sui muri in supporto ai compagni di squadra, ha pagato solo sulle pendenza più aspre.

Joao Almeida e Vincenzo Nibali si sono limitati a controllare, reagendo alle azioni altrui.

Selviva una tappa così per fare pace con il ciclismo, che stava rischiando di soffrire di monotonia oltre che, purtroppo di covid.

Vedere dove si riesce ad arrivare sarebbe l’atteggiamento giusto , a differenza delle intenzioni di Mauro Vegni, direttor del giro d’Italia, che vuole arrivare a Milano a tutti i costi, dentro i costi potrebbe finire la salute dei corridori. Ci vuole un pizzico di realismo!

sempre W il Giro


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