Mer. Ott 21st, 2020
Sicurezza in Bici
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Senza dubbio è questo il tema che più accende la miccia dell’intolleranza ormai dichiarata tra auto e bici, perché da una parte si cerca la conquista di spazio sulla strada, imponendo la propria filosofia delle due ruote, dall’altra offre l’occasione per far valere una regola infranta dall’avversario illegittimo.
Così, l’auto suona, il ciclista gesticola, gli amici seguono a ruota, o di fianco, fino alla consueta rissa verbale, quando va bene, della domenica.

Il ciclista solitario generalmente subisce il clacson dell’automobilista irrequieto, ma non troppo, mentre il ciclista in gruppo reagisce più veemente agli insulti dell’automobilista che, nel sentirsi legittimato da questi invasori in fila per due o per tre, scatena le trombe mentre rasenta gomiti e costole dei ciclisti infuriati.

Tutto ciò non deve più accadere, perché proprio queste manovre costituiscono la prima causa di incidenti, e di conseguenze gravi.
Quindi, ecco un piccolo vademecum per entrambi, con una breve considerazione di parte:

superare 6 ciclisti in fila per 2 comporta il tempo di sorpasso di una automobile lenta, quindi piuttosto rapido, e in sicurezza, poiché costringe l’automobile ad attendere di non avere veicoli che provengano in senso contrario, ciò quando si vuole garantire che il sorpasso avvenga in sicurezza.

Mentre, superando una fila indiana, di 6 corridori, si allungano i tempi e incoraggia l’automobilista ad avventare un sorpasso anche con veicoli che provengono in senso opposto…sacrificando la fila di ciclisti a pochi centimetri dell’automobile.

In ogni caso, in attesa di nuove norme, magari sull’esempio dei paesi del Nord, ad oggi il codice impone due regole da metter in relazione tra loro:

1) Fuori dai centri abitati è obbligatorio procedere in fila indiana. Su un’unica fila, salvo ci sia un minore di 10 anni.
Nei centri abitati invece i ciclisti non sono soggetti al limite rigoroso dell’unica fila, salvo i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano e, comunque, mai affiancati in numero superiore a due.

2) Il sorpasso di una bicicletta da parte di un veicolo che procede nella stessa corsia impone al veicolo che sorpassa di segnalare l’intenzione di sorpassare e quindi portarsi sulla sinistra della bicicletta, superarla rapidamente tenendosi da questa ad una adeguata distanza laterale e riportarsi a destra appena possibile, senza creare pericolo o intralcio.

LA DISTANZA DI 1,5 METRI

in attesa di vedere il limite imposto dal Codice risulta più immediato applicare un principio già condiviso dai Giudici: chi urta un ciclista durante il sorpasso è presumibilmente colpevole, poiché l’urto stesso è prova del fatto che l’automobilista non avrebbe tenuto conto di una adeguata distanza, né di possibili oscillazioni del ciclista, anche solo per lo spostamento d’aria o irregolarità del terreno.

Spesso il ciclista si trova nel dover scegliere se prendersi una sportellata o infilarsi nella buca o serie di buche, con il rischio, comunque di caduta!

La Cassazione ci supporta:

“il conducente di un qualsiasi veicolo, nel sorpassare velocipedi e motocicli, aventi di per sè un equilibrio particolarmente instabile, deve lasciare una distanza laterale di sicurezza, che tenga conto delle oscillazioni e deviazioni che le accidentalità della strada o altre cause possano rendere più o meno ampie nel veicolo sorpassato”

Il ciclista può sorpassare a destra? Sì.
Purché sorpassi veicoli fermi o in lento movimento, come le macchine in attesa del semaforo verde o in coda.

Una raccomandazione: luci, catarifrangenti e campanello, oltre che imposti dal Codice della Strada, sono preziosi strumenti salvavita!
In ogni caso, non dimenticare di iscriverti a ZEROSBATTI e in caso di incidente avrai tutela legale immediata, efficace ed esclusiva


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