Renato Di Rocco
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A ridosso delle assemblee elettive per il rinnovo delle cariche federali, era prevedibile che la competizione fra candidati si inasprisse sfociando in una sana e leale battaglia. Ma che il presidente uscente, Renato di Rocco, attentasse addirittura alla democraticità delle procedure, in tutta franchezza, mostra scarsa lealtà, zero spirito sportivo ed un chiaro attaccamento alla poltrona che nemmeno in politica.



Il comunicato di Silvio Martinello (candidato Presidente)

Nei prossimi giorni desidero approfondire questo tema, stanno accadendo diverse cose strane. Dirigenti locali minacciati di venire deferiti se solo sospettati di dialogare con il sottoscritto, tecnici nazionali impegnati a fare campagna elettorale utilizzando mezzi e strumenti federali per lo scopo, dirigenti federali che sul territorio screditano le persone, sottoscritto in primis, per denigrare e velatamente minacciare i loro interlocutori. Gli appelli a confrontarsi sui temi lasciando da parte il resto non servono, ho deciso pertanto di scrivere al CONI, il Presidente Malagó deve conoscere ciò che sta succedendo. Siamo una Federazione sportiva, ci occupiamo di sport; regole certe e rispetto delle stesse.
Silvio Martinello



In una lettera indirizzata ai ministri Lamorgese e Speranza ed al presidente del CONI Malagò lo scorso lunedì, Di Rocco esprime tutta la sua preoccupazione circa l’estremo pericolo a cui si esporrebbero le quasi 50.000 persone, dato discutibile, coinvolte nelle assemblee elettive, riferendosi ovviamente alla pandemia generata dal COVID19 che ha investito il mondo intero, e chiede dunque se non sia il caso di rimandare le elezioni.
Tutto questo senza nemmeno interpellare il consiglio federale, tutto di sua personale iniziativa.

Curioso che Di Rocco non abbia applicato lo stesso spirito di protezione in fase di definizione dei calendari delle manifestazioni di interesse nazionale, dove a parte le maggiori corse a tappe, Tirreno Adriatico e Giro d’Italia, sono state inserite competizioni anche di rango regionale e molte altre ben inferiori a queste.
E’ evidente che il rischio esiste solo per chi, esprimento il proprio voto, lo spedisce a casa dopo averlo scollato dalla poltrona.

dalla lettera dei Di Rocco ai votanti…

lo svolgimento delle Assemblee nonostante la sussistenza degli evidenti pericoli di contagio potrebbe comportare anche una possibile lesione dei diritti degli elettori. Gli stessi aventi diritto al voto si troverebbero infatti di fronte al dilemma di partecipare al voto, con rischio di contagio, o rinunziare ad esercitare la loro potestà

R.DiRocco



Nel documento, reso pubblico da CiclismoWeb.Net, Renato di Rocco aggiunge :

La Federazione sta ultimando le ultime gare su strada e su pista, che in rispetto e massima attenzione ai protocolli condivisi, si sono svolte con la massima sicurezza ed attenzione con un risultato di diffusione quasi pari a zero, in considerazione dei numerosi tamponi e test effettuati
È noto che abbiamo sempre invitato i nostri atleti a fermarsi con gli allenamenti anche quando il DPCM concedeva loro l’opportunità, per non appesantire la tragica situazione ospedaliera dei primi mesi. Invito accettato e consapevolmente condiviso da tutti, con la coscienza di rappresentare un modello soprattutto per i professionisti, nei confronti dei più giovani. Il risultato come evidenziato è stato ottenuto con il massimo del profitto. Ora non vorremmo, che nel mondo del ciclismo, a creare forte pericolo o elementi di diffusione del COVID -19, fossero proprio i dirigenti e gli aventi dritto a voto obbligati a muoversi e riunirsi per ottemperare all’obbligo della presenza nelle assemblee, pur in virtu’ di un decreto che invita a limitare gli spostamenti e di altri che potrebbero intervenire con ulteriori restringimenti in relazione all’attuale grave aumento del numero dei contagiati

E’ chiaro che la paura di perdere la seggiola fa 90, e nonostante Di Rocco abbia messo in scena un tentativo al limite della viltà antidemocratica e che non porterà nulla di buono al movimento, una volta passato il quesito a ben due ministri della Repubblica, non potrà certamente essere ignorato.
Restiamo in attesa di una voce da parte dei ministeri dunque, nel frattempo la cosa migliore che Renato Di Rocco potrebbe fare per aiutare davvero il ciclismo, sarebbe annunciare le proprie dimissioni.


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