Buche in strada
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IMPORTANTE NOVITA’
La signora è caduta mettendo il piede in una pozzanghera e la sentenza della Cassazione conferma un principio applicabile al ciclista che subisca un incidente dovuto alla cattiva manutenzione della strada.
Valgono le stesse regole per tombini, radici e altre insidie sparse sulle strade che si percorrono in bici.
Questa sentenza segna un importante cambiamento a favore della tutela del cittadino contro la cattiva manutenzione delle strade.




In sintesi, la Corte di Cassazione stabilisce un principio che da anni reclamiamo, già anticipato da diversi Giudici:


“il comportamento dell’utente della strada, anche se imprudente, purchè non sia ABNORME, non interrompe l’obbligo di risarcimento, poiché prevedibile ed evitabile dal custode”


Il custode altro non è che il soggetto obbligato alla manutenzione della strada: il Comune o Ente (tipo Città Metropolitana Milanese) in questione.

Per discolparsi a seguito di un incidente provocato da una buca, un tombino, una irregolarità della strada, dovrebbe dimostrare che il ciclista o pedone abbia tenuto una condotta talmente eccezionale da non essere minimamente prevedibile, appunto ABNORME!

Anche nel caso del ciclista distratto, tale comportamento va considerato PREVEDIBILE, e non solleverebbe il Comune…per un semplice motivo: la buca non doveva esserci!

Nel caso che ha interessato la Corte di Cassazione, la Corte di appello di Napoli aveva assolto il comune dopo che il Tribunale, in primo grado, lo aveva condannato.
Secondo la Corte di Appello, il Comune andava assolto perché ci si dovevano aspettare comportamenti più prudenti da parte della vittima!




La Corte di Cassazione ha smentito drasticamente questa posizione della Corte di Appello, stabilendo che anche l’imprudenza della vittima non interrompe il nesso di causalità tra la condotta omissiva dell’ente proprietario della strada e l’evento dannoso.
Per la Corte di Appello si trattava di caso fortuito, mentre la Corte di Cassazione ha contraddetto la decisione, ritenendo che l’imprudenza della vittima, salvo fosse una condotta ABNORME, non toglieva la colpa al comune per la mancata manutenzione.

Dei tre motivi di accoglimento, merita di essere riprodotto il terzo:
L’ente proprietario della strada supera la presunzione di colpa quando la situazione che provoca il danno si verifica non come conseguenza di un difetto di diligenza nella sorveglianza della strada ma in maniera improvvisa e per colpa esclusiva dello stesso danneggiato. Il Comune avrebbe dovuto dimostrare che il fatto della stessa danneggiata nel caso in esame avesse i caratteri dell’autonomia, eccezionalità, imprevedibilità ed inevitabilità e che fosse da solo idoneo a produrre l’evento, escludendo i fattori causali concorrenti.
Altre pronunce avevano già anticipato il principio: Cass., 3, n. 25837 del 31/10/2017; Cass., 6-3, n. 27724 del 30/10/2018; Cass., 6-3 n. 9997 del 28/5/2020.




Di seguito il passaggio che ci interessa della sentenza:
Del pari fondata è la violazione dell’art. 1227 c.c., comma 1 in quanto la Corte territoriale ha lasciato, nella sostanza, irrisolto il punto nodale della condotta della vittima non facendo buon governo dell’art. 1227 c.c.
…il fatto che una strada risulti “molto sconnessa” con buche e rattoppi, indice di cattiva manutenzione non costituisce un’esimente per l’ente pubblico in quanto il comportamento disattento e incauto del pedone non è ascrivibile al novero dell’imprevedibile (Cass., 3, n. 15761 del 29/7/2016). L’ente proprietario di una strada si presume responsabile, ai sensi dell’art. 2051 c.c., dei sinistri riconducibili alle situazioni di pericolo immanente connesse alla struttura ed alla conformazione della stessa e delle sue pertinenze, fermo restando che su tale responsabilità può influire la condotta della vittima, la quale, però, assume efficacia causale esclusiva soltanto ove sia qualificabile come abnorme, cioè estranea al novero delle possibilità fattuali congruamente prevedibili in relazione al contesto, potendo, in caso contrario, rilevare ai fini del concorso causale ai sensi dell’art. 1227 c.c. (Cass., 3, n. 15761 del 29/7/2016; Cass., 3, n. 2480 del 1/2/2018).




il comportamento disattento e incauto del pedone non è ascrivibile al novero dell’imprevedibile!
Cosa fare in caso di incidente dovuto alla cattiva manutenzione?


1) Chiamare FFOO e far accertare la presenza della buca e dei danni

2) Fare foto alla strada e ai danni della bici

3) Introdurre una tessera, o qualsiasi oggetto che faccia percepire la grandezza della buca, e fare foto

4) Recarsi al pronto soccorso o chiamare ambulanza se hai danni fisici

5) Inoltrare richiesta danni al Comune competente del tratto di strada


AVV FEDERICO BALCONI
PATROCINANTE IN CASSAZIONE


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