Sicurezza in bici
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IL 148 DEL CODICE DELLA STRADAI PUNTI CRITICI!

I PUNTI CRITICI!
Abbiamo più volte scritto di quanto questa manovra sia pericolosa e responsabile di gran parte degli incidenti, purtroppo con i peggiori esiti, quando sono coinvolti i ciclisti.
Tutto nasce dalla percezione sbagliata dell’automobilista, perché immagina di superare un elemento che non oscilla, non sbanda, alla stregua di un altro veicolo su 4 ruote.

In realtà la bicicletta, anche con in sella il ciclista esperto e virtuoso, è soggetta ad una serie di imprevisti, quali folate di vento, buche, irregolarità della strada, anche un semplice starnuto o errore di guida.
Per spostare una bicicletta da corsa è sufficiente girare la testa, magari per un uccello che passa, un insetto, un qualsiasi movimento tra i cespugli a bordo strada, ed ecco che il nostro veicolo a due ruote, super leggero, si sposta, anche di un metro o due.



In questo caso la colpa, in caso di incidente, deve ricadere sul ciclista? Dove avrebbe sbagliato? Quale sarebbe il rimedio?
Nel caso di urto con una automobile che stava effettuando il sorpasso, di chi è la colpa?
Il nostro codice della strada sembra chiaro nell’individuare il responsabile nell’applicazione del art. 148 9-bis cds:

Lungo le strade urbane ciclabili il conducente di un autoveicolo che effettui il sorpasso di un velocipede è tenuto ad usare particolari cautele al fine di assicurare una maggiore distanza laterale di sicurezza in considerazione della minore stabilità e della probabilità di ondeggiamenti e deviazioni da parte del velocipede stesso.




…quindi perchè limitare a 1,5 metri o 2? una maggiore distanza laterale potrebbe essere anche di oltre i 2 metri.
prosegue il codice:

Prima di effettuare il sorpasso di un velocipede, il conducente dell’autoveicolo valuta l’esistenza delle condizioni predette per compiere la manovra in completa sicurezza per entrambi i veicoli, riducendo particolarmente la velocità, ove necessario, affinché la manovra di sorpasso sia compiuta a ridottissima velocità qualora le circostanze lo richiedano.

…anche in questo caso, perchè limitare a 20 km orari la diminuzione di velocità? talvolta si dovrà necessariamente andare ancora più lenti!
Chiunque viola le disposizioni del presente comma è soggetto alle sanzioni amministrative di cui al comma 16, primo periodo
a questo punto, perché tanto clamore per il progetto spagnolo?
basterebbe applicare e recepire quando sancito nell’art. 148 del nostro codice.

Il vero problema è farlo recepire a tutti gli utenti della strada.
Il messaggio che voleva dare quella norma (l art 148) è che quando si superi un ciclista si deve porre più attenzione possibile!
In caso di urto la colpa è sempre dell’automobilista in sorpasso!
Purtroppo, lo vediamo ogni giorno, questi incidenti arrivano spesso in Tribunale, dove tutto si complica, perché intervengono testimoni, perizie, e più volte i Giudice hanno stabilito che:

“in caso di urto, la suddetta distanza doveva ritenersi non rispettata!”

la domanda quindi è: perchè una nuova norma? più chiara e punitiva?
in questo caso la norma dovrebbe sancire in modo più grave la tutela del ciclista, stabilendo che in caso di urto di un ciclista in fase di sorpasso la colpa sarà sempre e comunque in via esclusiva dell’automobilista.
Gli spagnoli l’hanno recepito solo a metà, forse senza troppo evidenziare questo aspetto, stabilendo due regole:

1) RIDUZIONE DELLA VELOCITA’ IN FASE DI SORPASSO DI 20 KM ORARI RISPETTO A QUELLA MASSIMA CONSENTITA

2) LA DISTANZA DAL CICLISTA DOVRA’ ESSERE NON INFERIORE AI 2 METRI
LA PENA E’ DI 200 EURO E SOSPENSIONE DELLA PATENTE PER MESI 3




Se possiamo esprimere un nostro punto di vista, dato dall’esperienza e dall’applicazione delle leggi, individuare il limite della distanza ai due metri, come della riduzione della velocità a 20 km orari, potrebbe essere un limite e soprattutto generare ulteriore confusione in caso di contestazione, offrendo all’assicurazione (mandatarie delle difese dell’automobilista) la possibilità di sollevare più di qualche dubbio in merito alla responsabilità del suo assicurato.
anche la pena prevista, se lo scopo è quello di inculcare un comportamento lontanissimo oggi dall’essere apprezzato, pare fin troppo bassa!




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