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I comitati scientifici hanno riscontrato che lo sport fa bene, sia al corpo che alla mente, contribuisce ad abbassare la pressione arteriosa, aiuta a tenere sotto controllo il peso e riduce il rischio di problemi cardiaci, rendendo il fisico più resistente all’attacco del virus, oltre a donare un senso generale di benessere, migliora la salute mentale e combatte la depressione.
Il DPCM ha recepito l’indicazione, ma ne regola la pratica entro certi limiti.




ATTIVITA’ MOTORIA

“qualunque movimento corporeo prodotto dai muscoli scheletrici utilizzando energia”. Sempre con le parole dell’ OMS: “A seconda dello specifico livello individuale di forma fisica, camminare velocemente, ballare (…) possono essere considerati esempi di attività fisica moderata, mentre correre, pedalare e nuotare velocemente (…) sono possibili esempi di attività fisica intensa”.
Questo tipo di attività può essere svolta solo NEI PRESSI DELLA PROPRIA ABITAZIONE. Quanti poi siano i metri massimi non è stabilito, ma si ritiene che raggiungere il parco più vicino o qualche stradina di campagna sia assolutamente consentito, per una applicazione e interpretazione logica della norma!



ATTIVITA’ SPORTIVA

ai sensi dell’articolo 1, comma 1 del DPCM 3 novembre 2020 sono esclusi dall’obbligo di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie nonché di indossarli “i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva”.

Pertanto, chiunque stia svolgendo un’attività fisica intensa è esentato dall’obbligo di indossare la mascherina (il discorso cambia se ci fermiamo, se entriamo in un esercizio commerciale, ecc.).

Veniamo ora allo sport nelle tre zone :

Nelle Zone gialle

l’articolo 1, comma 9, lettera d) nelle zone gialle l’attività sportiva è consentita senza limiti all’aperto, nel rispetto della distanza interpersonale di 2 metri.



Nelle Zone arancio:

all’articolo 2, alla lettera b) si introduce il divieto di spostamenti.
il comma 5: “Le misure previste dagli altri articoli del presente decreto, ad eccezione dell’articolo 3, si applicano anche ai territori di cui al presente articolo, ove per tali territori non siano previste analoghe misure più rigorose”.
Pertanto, in assenza di ogni riferimento ad attività motoria o sportiva, nelle

zone arancioni si può concludere che, salvo il limite regionale, è consentito svolgere attività sportive all’aperto, nel rispetto della distanza interpersonale di 2 metri.

Nelle zone rosse:

Art. 3: In queste Regioni, fatto salvo il divieto di spostamenti in entrata e in uscita (dettato in maniera pressoché identica alle zone arancioni): “è consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie; è altresì consentito lo svolgimento di attività sportiva esclusivamente all’aperto e in forma individuale” (comma 4, lettera e).
In nessuna disposizione del presente articolo si cita il limite dei confini comunali, limite che nelle zone arancioni non si applica all’attività motoria e sportiva, e che, tanto meno, dovrebbe applicarsi nelle zone rosse.
Concludendo: anche nelle zone rosse, è consentito svolgere entro il territorio regionale, con possibilità di sconfinare oltre i confini comunali, attività sportive all’aperto, purchè in solitaria.
Infine, la libertà di circolazione, sancita dall’art. 16 della Costituzione, non può essere sottoposta a compressioni, se non con una legge o decreto legge, non certo con ordinanze di sindaci e prefetti.
Non si può arrivare a proibire che all’interno di un domicilio si siedano a tavola più di 6 commensali. Né si può pretendere che quei commensali siano tutti uniti da un legame stretto, qualunque cosa questo significhi. Sarebbe una limitazione della libertà personale.
Servirebbe dunque non solo una legge ma anche un giudice che emetta un provvedimento.




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